Costo energia elettrica seconda casa

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Con la riforma tariffaria e l’introduzione della nuova TD non ci sarà più la distinzione tra tariffa clienti residenti e non residenti. Vediamo cosa cambia in bolletta e quanto costa l’energia elettrica per chi possiede una seconda casa.


Cos’è la riforma tariffaria?

Fino al 2015 in Italia è stata applicata una tariffa progressiva, soprattutto per evitare gli sprechi e favorire consumi energetici ridotti. Questo sistema si basa sull’aumento del prezzo unitario del kWh di energia elettrica per scaglioni di consumo. Significa che si paga l'energia in modo più che proporzionale rispetto ai consumi. Si tratta di un sistema introdotto negli anni ‘70 in Italia e che risulta ancora applicato in molti Paesi, come Cina, Giappone e Belgio.

La riforma tariffaria supera la struttura progressiva della tariffa per le spese di trasporto e la gestione del contatore e per gli oneri di sistema. E interviene su circa 30 milioni di consumatori domestici italiani. Dal 1º gennaio 2016 è iniziato il primo step per intervenire sulla spesa per il trasporto e la gestione del contatore con la piena applicazione della tariffa non progressiva da gennaio 2017. Nel 2020 ci sarà lo step finale per i clienti domestici della riforma delle tariffe elettriche, avviata da ARERA e prevista dal Governo e Parlamento con legge n.96/2013. Da gennaio 2020, infatti, avrà luogo la piena applicazione della struttura non progressiva per gli oneri di sistema.

Le voci in bolletta

Per capire quali voci in bolletta, per i clienti domestici, saranno interessate dai cambiamenti previsti della riforma, vediamolo assieme. Le componenti della bolletta della luce sono:

  • Spesa per la materia energia;
  • Spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore;
  • Oneri di sistema;
  • Imposte (IVA 10% e accisa).

La spesa per la materia energia comprende i costi per le seguenti componenti:

  • PE, prezzo energia (kWh/euro);
  • PD, dispacciamento;
  • PPE, perequazione;
  • PCV; commercializzazione;
  • DispBT, componente di dispacciamento.

Nel mercato tutelato, attivo fino al 2020, questo prezzo viene stabilito trimestralmente da Arera.

La spesa per il trasporto dell’energia elettrica e la gestione del contatore è composta da una quota potenza (euro/kw/anno), una quota energia (euro/kWh) e una quota fissa (euro/anno) e comprende la tariffa di trasporti, distribuzione e misura, UC3 e UC6.

Per quanto riguarda la spesa per gli oneri di sistema, questa è composta da una quota energia (euro/kWh) e una quota fissa (euro/anno) non applicata alle abitazioni di residenza anagrafica. Serve a coprire tutti i costi sostenuti per attività di interesse generale per il settore elettrico. Le voci che costituiscono questa spesa sono:

  • ASOS
  • ARIM

Chi sono i clienti domestici nel mercato elettrico?

Nel mercato elettrico possiamo distinguere clienti domestici e non. I primi sono le famiglie e tutte le persone che possiedono immobili ad uso abitativo dove è attivo un contratto di fornitura elettrica. Tra i clienti domestici possiamo fare un’ulteriore distinzione tra residenti e non residenti.

Hai una seconda casa al mare o in montagna? Allora sei un cliente non residente.

Riforma, cosa cambia per i non residenti?

Prima della riforma tariffaria si applicavano due differenti tariffe per distinguere clienti residenti e non residenti. Parliamo della tariffa D2 (per i residenti con una potenza contrattuale fino a 3kW) e la tariffa D3 (per i residenti con potenza del contatore maggiore di 3 kW e per i non residenti). Ovviamente, una fornitura elettrica con la tariffa D3 era più cara. Oggi, invece, esiste una sola tariffa TD che viene applicata a tutti i clienti domestici.

Come abbiamo visto, la riforma relativa alla spesa di trasporto dell’energia e la gestione del contatore già è stata avviata. L’abolizione della tariffa D3 ha portato un nuovo sistema che non si basa più su scaglioni di consumo e sulla distinzione in base alla residenza.  Per la seconda casa in bolletta incideranno maggiormente i costi legati alle quote fisse (indipendenti dai consumi).  

Nel 2020 il sistema non progressivo sarà applicato alla spesa per gli oneri di sistema e l'incremento del peso delle quote fisse sarà maggiore per i non residenti poiché riguarderà ben due delle quattro voci principali della bolletta.