Stufa elettrica: quale scegliere e come risparmiare

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Quale stufa elettrica scegliere?

Sul mercato si possono trovare proposte di vari tipi di stufe elettriche: con resistenze a spirale a filo nudo, con resistenze corazzate in metallo o in ceramiche, con lampade al quarzo e alogene o in fibra di carbonio, con o senza parabola riflettente, usate come termoconvettori o termoventilatori, ad olio diatermico oppure ad accumulo realizzate in ceramica o in pietra. Va scelta in base alle proprie esigenze, al tipo di utilizzo del locale da riscaldare, al tempo necessario per il raggiungimento della temperatura di funzionamento e, da ultimo ma molto più importante, alla maniera di cedere il calore nell’ambiente e al tempo di rilascio dell’energia accumulata una volta spenta.

Come funzionano le stufe elettriche?

Una prima classificazione le suddivide in modelli a convezione naturale o forzata (con ventola) e modelli ad irraggiamento. Nelle stufe a convezione naturale, una volta accese, la resistenza che hanno al loro interno diventa incandescente e, di conseguenza, surriscalda l’aria che naturalmente viene prelevata dalla parte inferiore e rilasciata nella parte superiore della stufa stessa. Per quelle a convezione forzata, c’è sempre la resistenza che diventa incandescente ma l’aria non ha più un movimento naturale dal basso verso l’alto ma viene indotta dalla ventola ad andare in una direzione ben precisa, di solito di fronte o verso il basso per sfruttarla prima che salga in modo naturale verso il soffitto; questo tipo di movimento è determinato dal fatto che l’aria più si riscalda, più si espande, più diventa leggera e, di conseguenza, sale verso l’alto. Per le stufe ad irraggiamento invece, il principio di funzionamento è volto a ridurre il più possibile il moto convettivo (movimento dell’aria) e sfruttare al massimo l’energia prodotta attraverso l’emissione di radiazioni e fare in modo che il calore venga trasferito sotto forma di onde elettromagnetiche verso il nostro corpo, gli oggetti e le pareti della stanza riducendo al massimo i moti convettivi dell’aria e conseguentemente della polvere.

Ci sono differenti modelli di stufe ad irraggiamento?

Per questa categoria di stufe va fatta una ulteriore distinzione per due principi di funzionamento. Per le prime si intende irraggiamento ad alta temperatura e per le seconde irraggiamento a bassa temperatura. Vediamo la differenza.
La stufa ad irraggiamento ad alta temperatura, grazie ad uno specchio dalla superficie molto ridotta, riflette l’altissima temperatura prodotta. Le onde di calore emesse vengono indirizzate dallo specchio nell’ambiente; si percepiscono molto bene anche a distanza ma, chiaramente, visto l’intenso calore prodotto in uno spazio così ristretto, nelle vicinanze il caldo diventa eccessivo. Scaldano immediatamente e, una volta spente, a causa del peso contenuto, altrettanto velocemente si raffreddano. La stufa ad irraggiamento a bassa temperatura, a differenza della precedente, a parità di potenza, ha una superficie irraggiante maggiore, circa dieci volte, e un peso decisamente superiore, circa quaranta volte. In pratica, l’alta temperatura prodotta dall’energia elettrica viene prelevata del rivestimento, in ceramica refrattaria o in pietra, che si riscalda e cede più lentamente ad una temperatura massima di 80°C un calore costante. Grazie all’elevato peso e alle caratteristiche dei particolari materiali utilizzati, queste stufe mantengono per tanto tempo l’energia accumulata rilasciandola gradualmente, limitando la stratificazione dell’aria e mantenendo la salubrità dell’ambiente con un buon grado di comfort.

Quanto consuma una stufa elettrica?

Va premesso che, per ragioni fisiche, tutte queste stufe rilasceranno nell’ambiente la stessa identica energia che hanno assorbito durante il funzionamento; chiaramente, come abbiamo visto, in tempi e in maniera differenti. Comunque, è bene considerare quali sono i suoi consumi di energia. La potenza dei modelli in commercio, mediamente varia da 300 a 2500 Watt e dispongono di un termostato  o cronotermostato regolabile in base alle proprie necessità. La potenza della stufa indicata nella scheda tecnica è in effetti quella massima assorbita dalla stessa quando è accesa ed è un indice indicativo del suo consumo a pieno regime. Il conteggio è semplice; per calcolare il consumo della stufa dobbiamo solo moltiplicare la potenza indicata per il tempo che rimane accesa. Ad esempio, se una stufa da 1000 Watt resta accesa per 4 ore alla massima potenza, questa avrà consumato 1000 x 4 = 4000 Wh, ossia 4 kWh da moltiplicare per il costo del KWh

Come risparmiare sulla bolletta di energia con una stufa elettrica?

Innanzi tutto, è bene ricordare che maggiori sono le dispersioni della casa (classe energetica bassa), e più alti saranno i consumi. Fermo restando che, se non avessimo un buon fabbisogno termico nella nostra abitazione, sarebbe bene provvedere alla realizzazione di un adeguato isolamento; una scelta di questo tipo va non solo a favore del risparmio ma anche alla salvaguardia dell’ambiente. Come accennato nei paragrafi precedenti, è importante capire quando e per quanto tempo si vuole utilizzare la stufa, sapere se serve saltuariamente o continuamente nel locale da riscaldare per scegliere il modello a noi più adatto. Oltre a questo, è determinante usare il termostato regolandolo alla temperatura desiderata e, se possibile, accoppiarlo ad un temporizzatore o, ancora meglio, una presa intelligente per programmare l’accensione e lo spegnimento della stessa e così evitare inutili sprechi. Comunque, va anche ricordato che utilizzare una stufa con potenze minori di quelle previste difficilmente si riuscirà a soddisferà le necessarie esigenze. Un'altra soluzione per risparmiare sulla bolletta luce è scegliere una tariffa con un prezzo conveniente.

Stufe a pellet

Di sistemi di riscaldamento ne esistono moltissimi, la differenza tra gli impianti dipende dal tipo di combustibile che viene utilizzato per la produzione di calore. La stufa a pellet è un apparecchio che utilizza come combustibile il pellet.  Questa tipologia di stufa, oltre ad essere considerata un prodotto ecologico (poiché per ottenere il pellet, di norma, vengono utilizzati gli scarti di lavorazione del legno) è anche conveniente sotto il punto di vista dei consumi.  La spesa iniziale viene bilanciata e ammortizzata con il costo del combustibile, un sacchetto di pellet di 15 kg varia tra i 4,50 euro e i 6,00 euro. Comprare una buona qualità di pellet farà si che la stufa abbia prestazioni e rendimento migliori.

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