Riscaldamento centralizzato o autonomo?

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State cercando una nuova casa e negli annunci immobiliari leggete “riscaldamento centralizzato” e “riscaldamento autonomo”. Quale conviene scegliere? Cosa cambia in termini di costo tra il primo e il secondo?


Riscaldamento centralizzato

Il riscaldamento centralizzato è presente soprattutto negli edifici recenti o di nuova costruzione. Ma cosa significa avere questo tipo di riscaldamento?

Quando in un condominio c’è una caldaia comune per tutte le abitazioni e delle tubazioni che portano acqua calda ai radiatori, detti anche termosifoni, questo sistema si chiama riscaldamento centralizzato.

Le caldaie più grandi sono più efficienti. È un dato di fatto. Quindi, la caldaia in comune può portare a un risparmio energetico ma non dà libera autonomia ai condomini: gli orari sono stabiliti e non si può decidere quando accendere il riscaldamento.

La nuova normativa

Oggigiorno, dopo la direttiva europea 2012/27/UE recepita dal D.Lgs n. 102 del 4 luglio 2014, è obbligatoria la misurazione e contabilizzazione individuale del riscaldamento negli edifici condominiali.

  • I 2 obblighi
  • La termoregolamentazione
  • La misurazione individuale del calore

Su ogni radiatore deve essere installata:

  • Una valvola termostatica per la regolazione della temperatura
  • Un ripartitore di calore (contacalorie) per la misurazione del consumo energetico reale

La legge 10-1991 regola gli orari di accensione degli impianti di riscaldamento centralizzato e cambia da regione a regione. Dal 2016, quando la normativa è cambiata, grazie alle valvole termostatiche ogni casa all’interno dell’edificio può modificare la temperatura e con il contacalorie pagare solo quello che consuma.

Per non dover accedere fisicamente all'unità immobiliare i condomini si sono dotati di sistemi di telelettura, infatti, possono essere installati dei concentratori radio per la raccolta dati dei ripartitori e un dispositivo di telelettura GSM.

Come abbiamo visto, per legge tutti i termosifoni presenti nell’abitazione devono avere le valvole termostatiche per regolare il calore - da 0 a 5 - e il ripartitore.

Ogni posizione corrisponde a una temperatura
Posizioni Temperatura
0 6ºC
1 10ºC
2 15ºC
3 20ºC
4 25ºC

La posizione 3 (20ºC) è consigliata dall’ENEA poiché può portare a un risparmio energetico del 28%

I tecnici incaricati si occupano dell’installazione della valvola termostatica e della testa termostatica. Nelle valvole programmabili per il risparmio energetico la temperatura si può vedere direttamente nel display.

Una volta installato sul termosifone, il contacalorie non va rimosso. Il ripartitore non indica un consumo in euro ma un valore numerico relativo al mese e utile a capire se state risparmiando grazie al confronto con i dati sui consumi dello stesso periodo dell’anno precedente. Oggi, con la lettura da remoto i ripartitori sono collegati a una rete a radiotrasmissione che trasmette i dati di consumo ai concentratori radio per l’elaborazione. Negli impianti di piccole dimensioni è presente un solo concentratore, invece, in quelli di grandi dimensioni ci sono più concentratori collegati tra loro.

Differenza tra riscaldamento centralizzato e autonomo

Il riscaldamento autonomo è un sistema indipendente. L’appartamento è dotato di una propria caldaia e il condomino paga le spese di manutenzione e i consumi reali del suo immobile. In generale, il riscaldamento centralizzato risulta conveniente perché più efficiente e più potente di quello autonomo. Inoltre, l’installazione del sistema di riscaldamento condominiale costa meno.

Ci si può staccare dal riscaldamento centralizzato?

Nel caso in cui doveste avere dei problemi nel vostro condominio potete decidere di staccare il vostro appartamento dall’impianto centralizzato, previo consenso da parte degli altri condomini. Un tecnico abilitato verrà a fare un sopralluogo dell’impianto e vi dirà se il distacco si potrà effettuare.

Secondo quanto riportato nel codice civile art. 1118 legge 11 dicembre 2012 n.220:

Il condomino può rinunciare all'utilizzo dell'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

Ecobonus 2019

La nuova legge di bilancio 2019 prevede l’ecobonus, un’agevolazione con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione, di edifici, negozi e capannoni. Il bonus consente una detrazione fiscale del 50 o del 65 per cento per i lavori di risparmio energetico, incluse anche le caldaie a condensazione con classe A. Per tutte le altre categorie di classe energetica inferiore (anche la B) non è prevista la detrazione fiscale. Se insieme alla caldaia classe A si installa anche il sistema di termoregolazione, l’aliquota arriva al 65%.

Per beneficiare della detrazione di imposta lorda sull’IRPEF nel caso di contribuenti privati e sull’IRES nel caso di società è necessario rispettare specifici adempimenti, tra cui la comunicazione ENEA.