Nuovi gas refrigeranti a basso impatto ambientale: climatizzare al meglio

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Correva l'anno 1985 quando, grazie alla scoperta del buco dell'ozono, il protocollo di Montreal ha bandito i gas CFC che danneggiano l'ambiente. L'utilizzo dei nuovi gas refrigeranti a basso impatto ambientale è diventato centrale nel mondo della climatizzazione. Fa ormai parte del business progettare e realizzare climatizzatori amici dell'ambiente.

Dal protocollo di Kyoto (1997) alle varie norme nazionali ed internazionali contro il riscaldamento globale, è iniziata la corsa alle soluzioni a basso impatto ambientale. Una corsa che coinvolge gli impianti di riscaldamento, refrigerazione, condizionamento, ventilazione (denominati HVAC).

Prendendo spunto da una serie di articoli pubblicati sul Blog dei condizionatori di emiliaimpianti.it, parliamo di gas refrigeranti utilizzati nei sistemi di climatizzazione e della loro evoluzione.

Nuovi gas refrigeranti a basso impatto ambientale contro l'effetto serra

In passato, i gas refrigeranti utilizzati nelle apparecchiature a ciclo frigo hanno provocato il graduale deterioramento dello strato di ozono nell'atmosfera. L'effetto serra è aumentato e si è verificata un'alterazione degli equilibri climatici.

Il protocollo di Kyoto (1997) ha previsto l'obbligo di ridurre le emissioni di gas serra (C02, metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo).

Tra norme attente all'ambiente e progresso tecnologico, gradualmente i gas refrigeranti a maggiore impatto sono stati dismessi e ne sono stati sviluppati di nuovi, sempre più a basso impatto.

Oggi sono disponibili sul mercato diversi gas refrigeranti a basso impatto ambientale. Il valore più importante da controllare è il GWP (Global Warming Potential) ovvero il Potenziale di riscaldamento globale. Indica l'impatto del gas refrigerante sul riscaldamento globale rilasciato in atmosfera. Il gas ideale presenta un valore GWP molto basso.

Il nuovo regolamento UE 517/2014 sui gas fluorurati

Dal 1* gennaio 2015 è entrato in vigore il Nuovo regolamento UE 517/2014 per abbattere ulteriormente le emissioni di gas fluorurati ad effetto serra particolarmente inquinanti. Ha introdotto nuove restrizioni riguardo al commercio di prodotti e apparecchiature (e relative quantità).

Il Nuovo regolamento UE ha vietato l'utilizzo di CFC e HCFC (R22) nelle apparecchiature di refrigerazione d'aria (frigoriferi per abitazioni e supermercati, condizionatori, schiume, aerosol). Nello specifico, per le apparecchiature monosplit che contengono meno di 3 kg di gas, è vietato l'uso di gas refrigeranti con un valore di GWP pari o superiore a 750.

L'obiettivo è ridurre progressivamente le quantità di CO2 fino al 21% dei valori relativi al 2015 entro il 2030. Sono previste azioni di controllo, il recupero dei gas a fine vita delle apparecchiature ed una corretta manutenzione.

Dall'R32 ai gas refrigeranti di quarta generazione

Oggi, l'UE richiede un impegno maggiore nell'uso di gas refrigeranti a basso impatto ambientale.

A seguito della direttiva europea F-Gas ed altre normative internazionali, è urgente ridurre sensibilmente gli HFC che presentano un GWP molto elevato. Il valore ideale del GWP dovrebbe essere inferiore a 10.

Il gas più ecologico deve anche assicurare efficienza. Si è parlato spesso del gas ecologico R32 che ha sostituito l'R410A per il contenuto inferiore di GWP.

Negli anni, come ci insegna Mitsubishi, sono stati sviluppati altri gas con quantità di GWP inferiore del 56% o del 76% rispetto ai predecessori: gas come R513A o R454B.

Poi, sono arrivati i gas refrigeranti di quarta generazione: gli Hfo (Idro-Fluoro-Olefine) che presentano valori di Gwp trascurabili (<1) come il nuovo refrigerante Hfo R1234ze.

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