Quanto costa ricaricare una macchina elettrica

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Tutti noi abbiamo ormai imparato che possedere un veicolo elettrico vuol dire avere la possibilità di risparmiare sul costo del carburante. Tuttavia spesso risulta ancora poco chiaro quanto si spende per fare il pieno a un’auto elettrica: è evidente, infatti, che quando si parla di diesel o di benzina il criterio di riferimento si basa su un litro di carburante; ma quanto costa l’energia elettrica? E soprattutto: quanti kW servono per fare il pieno? In realtà molto dipende dalla soluzione per cui si decide di optare, visto che si può scegliere tra la ricarica privata (cioè quella che si può fare in casa) e quella eseguita con le colonnine elettriche.

Quanto si paga con le colonnine elettriche

Tra i sistemi più comuni impiegati per ricaricare i veicoli elettrici c’è, appunto, quello che prevede di ricorrere alle colonnine apposite. In questo caso non si deve fare altro che mettersi in cerca di una stazione di ricarica (oggi per trovarle si possono usare anche delle app da scaricare sul telefono) per poi appoggiare in corrispondenza della colonnina una specie di card che viene messa a disposizione dal gestore. In alternativa si può sottoscrivere un abbonamento che permette di ricaricare il proprio veicolo senza limiti; il costo è, in linea di massima, di circa 25 euro.

La ricarica domestica

Diverso è il discorso nel caso in cui si scelga di propendere per la ricarica domestica privata, che per altro offre il vantaggio di essere molto più comoda. Inoltre è utile sapere che i box di ricarica non devono per forza essere comprati, visto che è possibile anche noleggiarli. Il contatore da 3 kWh è più che sufficiente per soddisfare il fabbisogno, e non serve incrementare la sua potenza (per esempio perché si temono sovraccarichi che potrebbero far saltare la corrente): insomma, non ci sono costi supplementari da affrontare.

Quanto si spende per la ricarica casalinga

Ovviamente nel caso della ricarica domestica non si deve tenere conto unicamente del costo della corrente elettrica, ma anche di tutte le altre spese accessorie, a cominciare dall’acquisto – o dal noleggio, a seconda dei casi – del box domestico, che poi deve anche essere installato. A questo proposito non è possibile fornire delle indicazioni univoche sui prezzi, visto che le cifre variano in base ai gestori. Volendo si può decidere di ricorrere a un piano tariffario fisso, ma è sempre opportuno verificare che esso risulti davvero più vantaggioso rispetto ai prezzi al consumo. Come è facile immaginare, inoltre, il divario tra la ricarica domestica e quella effettuata con le colonnine elettriche si amplia, in termini di risparmio, se il contesto domestico è caratterizzato da pannelli fotovoltaici che garantiscono un rifornimento di energia autonomo.

Sì, ok, ma alla fine quanto si paga?

Come avviene per le macchine a benzina e per quelle diesel, anche nel caso delle vetture elettriche il costo da sostenere varia in base al modello. In particolare, un aspetto decisivo è quello che riguarda la capacità della batteria, che incide sull’autonomia dell’auto. Per esempio la Renault Zoe Q210 ha una batteria da 22 kWh, che è in grado di garantire un’autonomia di 210 chilometri: per un pieno servono 9 euro e 90 centesimi. La Hyundai Ioniq, invece, vanta una batteria da 28 kWh, per un totale di 250 chilometri assicurati: si spenderanno circa 12 euro e 60 centesimi. Ancora, la Peugeot Ion, con una batteria da 16 kWh che offre un’autonomia di 150 chilometri, richiede per un pieno una spesa di 7 euro e 20 centesimi. Tutti questi importi sono stati calcolati ipotizzando di fare il pieno da una colonnina da 22 kWh, con un prezzo di 45 centesimi per kWh; è naturale che con la ricarica casalinga si spenderebbe di meno.

Le batterie a ricarica rapida

Qualche tempo fa, comunque, un team di studiosi dell’Università della Pennsylvania ha ideato delle batterie a ricarica rapida per auto elettriche: un sistema che garantisce, nel giro di appena 10 minuti, la ricarica completa di una batteria, tale da assicurare 300 chilometri di percorrenza in più. Nello spazio di una pausa caffè, in sostanza, la batteria riesce ad accumulare 400 kW di energia. In più la batteria non si rovina, ma assicura una manutenzione sempre perfetta.

La Tesla

La Tesla è l’auto elettrica che presuppone una spesa più elevata per la ricarica, fermo restando che la capacità della batteria rimane comunque una variabile significativa. Va detto che per Tesla è necessario fare riferimento alle cosiddette Supercharger, che sono delle particolari stazioni che consentono una ricarica veloce: infatti sono sufficienti appena 30 minuti per fare il pieno. Il problema è che in questo caso ai 25 centesimi al kWh richiesti per il consumo di energia è necessario aggiungere una spesa di 35 centesimi per ogni minuto in cui si rimane fermi nella piazzola.

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