Differenza tra kW e kWh, la spiegazione di kilowatt e kilowattora

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Scopriamo qual è la differenza tra kW e kWh. Quale utilizziamo per misurare l’energia assorbita da un elettrodomestico? Approfondiamo questo argomento per capire quanta energia consumiamo in casa.


Che differenza c’è tra kW e kWh?

Il kW è un’unità di misura della potenza e rappresenta l’energia assorbita nel tempo. Quindi, il kW misura la potenza elettrica. Questa unità di misura viene utilizzata per descrivere la potenza del contatore della luce, del motore di un’auto elettrica e della colonnina di ricarica. In generale un sistema trifase prevede una potenza più elevata (da 11 kW in poi).

Differenza kW CV Con lo sviluppo delle auto elettriche dove la potenza del motore è espressa in kW, stiamo abbandonando il riferimento al cavallo vapore (CV), unità di misura utilizzata per calcolare la potenza del motore delle auto tradizionali ma non conforme al Sistema Internazionale.

Il kWh, invece, è un’unità di misura di energia. Un kWh è pari a 3,6 megajoule (MJ). Il nome di quest’unità di misura deriva dal fisico britannico James Joule (1818-1889) che studiò la conversione dall’energia meccanica a quella termica (calore) per 30 anni.

Conversione kW in kWh? Un fon con una potenza di 1 kW (1000 W), in 1 ora alla massima potenza, assorbe 1 kWh di energia elettrica. Quel kWh costa 0,20 euro e il suo utilizzo mensile avrà un costo che sarà calcolato nella bolletta della luce.

Perché Watt si scrive sempre con la W maiuscola? Watt è il cognome dello scienziato scozzese James Watt che perfezionò la macchina a vapore (1765), contribuendo sostanzialmente allo sviluppo dell’industria moderna.

Quale potenza scegliere?

wattmetro
Il Wattmetro misura il consumo energetico di un apparecchio elettronico.

Tutti gli apparecchi elettrici assorbono una determinata quantità di energia per funzionare. Ad esempio, se accendiamo la tv assorbe 33 Wh (durante 1 ora), un fon 1000 Wh, un forno elettrico per altri 1500 W. Quando utilizziamo tutti questi elettrodomestici contemporaneamente, dobbiamo considerare anche la potenza impegnata del nostro contatore della luce. Generalmente, in una casa la potenza standard del contatore è di 3 kW. Se utilizziamo apparecchi che superano tale potenza, scatterà il contatore per sovraccarico. Per questo motivo, molte persone, in seguito anche all’installazione di condizionatori nelle diverse stanze (o altre apparecchiature), decidono di aumentare la potenza contrattata con il proprio gestore luce e gas.

Info Se non sai quale potenza richiedere per il tuo contatore luce, chiama lo 02 829 415 16.

Quale potenza scegliere? Anni fa era molto più facile far scattare il contatore a causa di un sovraccarico. Questo perché la potenza contrattabile di un contatore prevedeva scaglioni troppo distanti tra loro (1,5; 3; 4,5; 6 kW). Chi voleva aumentare di poco la potenza, da 3 kW era obbligato a passare a 4,5 kW, questo comportava un aumento del costo della bolletta della luce. Nel 2017 le regole sono cambiate. ARERA, l’Autorità per l’Energia, ha stabilito che i clienti possono scegliere la potenza più adatta alle loro esigenze. In che modo? Creando un numero più ampio di livelli di potenza, con scatti di 0,5 kW. Il cliente domestico può quindi scegliere: da 0,5 kW fino a 6 kW di potenza impegnata per livelli di 0,5 (ad esempio da 3 kW a 3,5 kW). Per le potenze che superano i 6 kW, gli scatti diventano di 1 kW (a esempio da 7 kW a 8 kW).

Quanto si risparmia? Considerando che ogni kW di potenza impegnata pesa circa 23 euro/anno in bolletta, se aumentiamo per 0,5 la potenza del contatore pagheremo la metà.

Differenza tra potenza impegnata e disponibile

La potenza impegnata è quella che decidiamo al momento del contratto con il nostro fornitore di energia. La potenza disponibile, invece, è sempre maggiore di quella impegnata. Ad esempio, se il contatore ha una potenza di 3 kW, la potenza disponibile è il 10% in più: 3,3 kW. Questa rappresenta il livello massimo di potenza prelevabile dalla rete, superata tale soglia l'erogazione di energia elettrica si bloccherà.

Quanto costa 1 kWh? Prezzo kilowattora

Il costo di un chilowattora dipende la mercato di riferimento: mercato di maggior tutela e mercato libero. Dal 1° luglio 2019, l’ARERA ha comunicato che il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente con consumi annuali di 2700 kWh sarà di 20,27 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

Nel mercato libero, invece, il cliente può scegliere tra una vasta gamma di offerte. Qui sotto riportiamo degli esempi.

Offerte Luce
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Gratis e senza impegno

 

  • Prezzo luce monorario* F0 €/kWh:0,083
  • Prezzo biorario:
    • F1 €/kWh: 0,089
    • F23 €/kWh: 0,080

*nella tabella è riportato il costo di acquisto dell'energia elettrica, non comprendente gli altri oneri della spesa per la materia prima

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  • Prezzo luce monorario* F0 €/kWh: 0,085
  • Prezzo luce biorario
    • F1 €/kWh: 0,098
    • F23 €/kWh:0,078

*nella tabella è riportato il costo dell'energia elettrica, non comprendente gli altri oneri della spesa per la materia prima
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Prezzo fisso luce
02 829 415 16
Gratis e senza impegno

 

  • Prezzo luce monorario* F0: €/kWh: 0,06
  • Prezzo triorario:
    • F1 €/kWh: 0,086
    • F2 €/kWh: 0,0874
    • F3 €/kWh: 0,055

*nella tabella è riportato il costo di acquisto dell'energia elettrica, non comprendente gli altri oneri della spesa per la materia prima PCV, prezzo commercializzazione e vendita; DispBT, componente di dispacciamento.
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