Le migliori tariffe luce del momento
Offerte per clienti domestici residenti, consumo di riferimento 2.700 kWh/anno (il cliente tipo ARERA), contatore da 3 kW. Aggiornate quotidianamente.
Le migliori offerte luce di agosto 2026
Perché la consigliamo
Per gli esperti di Selectra questa è la migliore offerta al momento. Nella valutazione abbiamo analizzato prezzo della materia prima e della quota fissa, affidabilità del fornitore e del suo servizio clienti.
La bolletta è calcolata con l'opzione monoraria e con un consumo di 1.200 kWh.
Web Luce
La bolletta è calcolata con l'opzione monoraria e con un consumo di 1.200 kWh.
La bolletta è calcolata con una stima del prezzo medio del PUN Index GME del prossimo anno pubblicato dall'Autorità e con un consumo di 1.200 kWh.
Next Energy PUNtuale Luce
PUN Index GME
La bolletta è calcolata con una stima del prezzo medio del PUN Index GME del prossimo anno pubblicato dall'Autorità e con un consumo di 1.200 kWh.
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Flex Luce
PUN Index GME
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Dynamic Luce
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Luce Premia
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Sprint Web Luce
PUN Index GME
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Come si calcola la bolletta della luce
Il prezzo che paghi per un kWh non è il prezzo dell'energia. È la somma di quattro voci, e una sola dipende dal fornitore che scegli. Sapere quale ti dice esattamente quanto margine hai.
| Voce | Cosa comprende | c€/kWh | % del totale | Dipende dal fornitore? |
|---|---|---|---|---|
| Spesa materia energia | Prezzo del kWh e quota fissa di commercializzazione del fornitore | 19,03 | 60,2% | Sì, varia da offerta a offerta |
| Trasporto e gestione contatore | Distribuzione, misura e trasmissione sulla rete | 6,18 | 19,5% | No, fissata da ARERA |
| Oneri generali di sistema | Incentivi alle rinnovabili, bonus sociale, oneri accessori | 3,32 | 10,5% | No, fissata da ARERA |
| Imposte | Accisa erariale e IVA al 10% per uso domestico | 3,10 | 9,8% | No, fissata da ARERA |
| Totale tutto compreso | 31,63 | 100% | ||
Cosa significa quando confronti due offerte: cambiando fornitore agisci sulla spesa per la materia energia, cioè sul 60,2% della bolletta. È la voce più pesante delle quattro, quindi il margine è reale. Le altre tre le paghi identiche con qualsiasi fornitore: non è su quelle che si vince un confronto. Per capire quanto vale in euro, guarda la spesa per la materia energia sulla tua ultima bolletta e applica lo sconto dell'offerta a quella voce, non al totale.
Come riferimento pubblicato, ARERA indica una spesa di 591,86 € dal 1° ottobre 2025 al 30 settembre 2026 per un cliente vulnerabile in maggior tutela con 2.000 kWh all'anno e 3 kW impegnati. È un valore scorrevole su quattro trimestri e riguarda quel profilo di consumo: non va confuso con il prezzo del trimestre in corso moltiplicato per un consumo diverso.
Quanto ti costa davvero un kWh in più
Il prezzo di riferimento è una media: distribuisce sui 2.700 kWh del cliente tipo anche le quote che paghi a prescindere da quanto consumi. Per capire quanto ti costa accendere un apparecchio in più, quelle quote non vanno contate. La regola è semplice: si include un costo solo se cambia con la decisione.
Prezzo medio tutto compreso
0,316 €/kWh
Comprende anche la quota potenza e le altre quote fisse. È il valore giusto per stimare la bolletta annuale.
Costo di un kWh aggiuntivo
0,287 €/kWh
Al netto della quota potenza (23,72 €/kW all'anno per 3 kW). È il valore giusto per stimare il consumo di un elettrodomestico.
Usare il prezzo medio per stimare un elettrodomestico gonfia il risultato di circa il 9%. Su un frigorifero da 165 kWh all'anno la differenza è di circa 4,78 € all'anno.
Lo scorporo è volutamente prudente: sottrae solo la quota potenza, l'unica componente fissa di cui ARERA pubblica un valore verificabile. La fornitura ne comprende altre, non pubblicate separatamente, quindi il costo reale di un kWh aggiuntivo è se possibile un po' più basso di quello indicato, mai più alto.
Monoraria o bioraria: quanto conta ancora la fascia oraria
Per anni il consiglio era spostare lavatrice e lavastoviglie alla sera. Vale ancora la pena, ma molto meno di prima: il divario fra le fasce si è ridotto, e su alcune offerte è quasi scomparso.
| Fascia | Quando si applica |
|---|---|
| F0 monoraria | Sempre lo stesso prezzo, 24 ore su 24, festivi compresi |
| F1 di punta | Lunedì-venerdì 8:00-19:00, esclusi i festivi nazionali |
| F2 intermedia | Lunedì-venerdì 7:00-8:00 e 19:00-23:00; sabato 7:00-23:00 |
| F3 fuori punta | Lunedì-sabato 0:00-7:00 e 23:00-24:00; domenica e festivi tutto il giorno |
Nella tariffa bioraria le fasce F2 e F3 sono unite in un unico prezzo, indicato come F23. La trioraria mantiene invece tre prezzi distinti.
Perché il consiglio classico rende meno di una volta: nel servizio di tutela il divario fra la fascia di punta e le fasce serali e festive si è assottigliato fino a valere frazioni di centesimo per kWh, mentre qualche anno fa erano diversi punti percentuali. La ragione è la produzione fotovoltaica, che abbassa il prezzo all'ingrosso proprio nelle ore centrali della giornata. Su un'offerta del mercato libero il divario può essere più ampio, ma va letto sull'offerta: non è più un vantaggio garantito dalla bioraria in sé.
Quando ha senso una monoraria
Quando non vuoi ragionare sugli orari, o quando i tuoi consumi sono distribuiti nell'arco della giornata. Con un unico prezzo la bolletta è prevedibile e il confronto tra offerte si riduce a due numeri, prezzo del kWh e quota fissa.
Quando ha senso una bioraria o una trioraria
Quando hai un consumo davvero concentrato in una fascia e i prezzi dell'offerta la premiano. Due casi tipici oggi:
- lavori da casa o hai una pompa di calore che gira di giorno, e l'offerta prezza F1 sotto la monoraria;
- hai un impianto fotovoltaico e prelievi dalla rete soprattutto la sera, caso in cui va verificato se l'offerta penalizza F23.
In tutti gli altri casi la differenza tra le fasce raramente compensa la complessità. Prima di firmare una bioraria, chiedi i due prezzi e confrontali con la monoraria dello stesso fornitore sullo stesso consumo.
Come confrontare due offerte senza sbagliare
Il prezzo del kWh in evidenza nelle pubblicità non basta a stabilire quale offerta costa meno. Tre elementi cambiano il risultato del confronto, e uno di questi si dimentica quasi sempre.
La quota fissa, la voce che ribalta i confronti
Oltre al prezzo per kWh, quasi tutte le offerte applicano una quota fissa mensile di commercializzazione, indipendente dai consumi. Su un consumo basso il suo peso è enorme: una quota di 8 € al mese vale 96 € all'anno, cioè 0,080 € per kWh su un consumo di 1.200 kWh, e soltanto 0,036 € per kWh sui 2.700 kWh del cliente tipo. Lo stesso contratto è caro per chi consuma poco e competitivo per chi consuma molto.
La conseguenza pratica: un'offerta con il kWh più basso e una quota fissa alta può costarti più di un'offerta apparentemente meno conveniente. Il confronto va fatto sulla spesa annua totale al tuo consumo, mai sul solo prezzo del kWh.
Prezzo fisso o indicizzato al PUN
È la seconda scelta da fare, e non esiste una risposta valida per tutti perché si tratta di due modi diversi di distribuire il rischio.
- il prezzo fisso blocca il valore del kWh per la durata del contratto, di solito 12 o 24 mesi: paghi una piccola assicurazione contro i rialzi e rinunci ai ribassi;
- il prezzo indicizzato segue il PUN mese per mese, più uno spread fisso del fornitore: segue il mercato al ribasso come al rialzo.
Nelle offerte indicizzate lo spread è il margine del venditore e va confrontato insieme alla quota fissa, non da solo. Un dato utile per inquadrare la scelta: nel III trimestre 2026 il prezzo di riferimento è salito del 4,6% sul trimestre precedente, dopo un +8,1% nel secondo trimestre. In una fase così, un fisso ben prezzato ha un valore assicurativo concreto.
Cosa guardare oltre al prezzo
- la durata del prezzo bloccato e le condizioni di rinnovo alla scadenza;
- le penali di recesso anticipato, che per i clienti domestici non sono ammesse;
- gli eventuali servizi obbligatori aggiunti al contratto, che alzano la spesa mensile;
- il metodo di fatturazione e il canale di assistenza, che pesano molto in caso di problemi.
Approfondire le voci della bolletta
Ogni voce del prezzo ha una sua logica e un suo margine di manovra. Queste guide entrano nel dettaglio di ciascuna.
Le voci del prezzo, una per una
Quanto consumano i tuoi elettrodomestici
Il secondo margine, dopo il prezzo, sono i consumi. Con il costo di un kWh aggiuntivo di 0,287 € puoi stimare quanto pesa ciascun apparecchio.
Domande frequenti sulle tariffe luce
La bolletta somma quattro voci: la spesa per la materia energia, il trasporto e la gestione del contatore, gli oneri generali di sistema e le imposte. Nel III trimestre 2026 il prezzo di riferimento ARERA del cliente tipo è di 31,60 centesimi per kWh tutto compreso, di cui la materia energia rappresenta il 60,2%. Solo quest'ultima voce cambia da un fornitore all'altro: le altre tre sono identiche per tutti.
Il cambio agisce sulla spesa per la materia energia, cioè sul 60,2% della bolletta: è la voce più pesante delle quattro, quindi il margine è reale. Le altre tre sono fissate da ARERA e dallo Stato e le paghi identiche con qualsiasi fornitore, quindi non è su quelle che si vince un confronto. Quanto vale in euro dipende dal tuo consumo e dall'offerta che hai oggi: il confronto va fatto sulla spesa annua totale, non sulla sola percentuale.
Dipende dai prezzi della singola offerta, e negli ultimi anni il vantaggio della bioraria si è molto ridotto: nel servizio di tutela la differenza fra la fascia di punta F1 e le fasce F23 di sera, notte e festivi è ormai di frazioni di centesimo per kWh, contro differenze di diversi punti percentuali del passato. Spostare la lavatrice alla sera, da solo, non fa più risparmiare quanto si crede. Prima di scegliere una bioraria, chiedi i due prezzi dell'offerta e confrontali con la monoraria dello stesso fornitore sullo stesso consumo.
Meno del prezzo di riferimento. Quel prezzo è una media che distribuisce sui 2.700 kWh del cliente tipo anche le quote che paghi a prescindere dai consumi. Scorporando la quota potenza, un kWh aggiuntivo costa circa 0,287 euro invece di 0,316. È il valore da usare per stimare quanto ti costa accendere un apparecchio in più.
Nelle offerte indicizzate il prezzo dell'energia è dato dal PUN del mese più uno spread fisso del fornitore, per esempio 0,005 euro per kWh. Lo spread è il margine del venditore e resta invariato per tutta la durata del contratto. Uno spread basso non basta però a rendere conveniente un'offerta: va sempre confrontato insieme alla quota fissa mensile.
No, mai. La rete e il contatore restano gestiti dal distributore locale, che non cambia. Cambia solo il venditore che ti fattura l'energia. Il passaggio richiede circa 30 giorni lavorativi ed è gratuito.